Notti in viaggio – i 5 posti più strani dove ho dormito Vol.2

Heathrow, Londra

 

Viaggiare è scoperta, viaggiare è conoscenza e per me, viaggiare è anche e soprattutto esperienza. Vivere situazioni, momenti e avventure che mi lasciano un segno, non importa di che tipo. Qualcosa che mi sorprenda, mi scombussoli, mi colga impreparato. Avventure che mi gusterò per sempre tramite i miei ricordi, storie che mi racconterò con il sorriso sulle labbra, momenti che mi arricchiranno.

Ogni istante di viaggio è buono per venire rapiti da un’avventura ma, come scrivevo qualche tempo fa nel Vol. 1 di questo filone, la notte è spesso il momento più intrigante. Perché? Perché di notte siamo più vulnerabili, più soli, più impreparati e perché la notte è magica!

Come il precedente, questo articolo nasce proprio dalla mia voglia di rivivere alcune esperienze, anzi alcune notti in giro per il mondo, rimembrando i posti più insoliti dove ho abbracciato Orfeo e dove alcuni sogni sono diventati sorprendente realtà!

In amaca, nel parco Tikal – Guatemala

Dormire su un’amaca non rientra di diritto nei posti strani dove dormire lo so. La cosa particolare di questa nottata – a parte il freddo – risiede nel fatto che alle 3.30 ci siamo fatti svegliare dal custode del parco – precedentemente corrotto con piccola mazzetta – per entrare di straforo e ammirare l’alba dalla cima del tempio IV di Tikal.

Tikal, Guatemala

 

Per farlo siamo dovuti passare in mezzo ad una giungla buia e minacciosa che scoppiettava di suoni sinistri e occhi vitrei tra i cespugli. Senza torce per non farci beccare da altre guardie e poco dopo l’ingresso anche senza la nostra guida che ci ha lasciato soli. Brividi affascinanti.

Tikal, Guatemala

 

Per terra, nel deserto del Thar – India

A pochi chilometri da Jaisalmer, il roccioso deserto del Thar custodisce al suo interno una piccola zona di magiche dune sabbiose dove è possibile accamparsi e trascorrere una notte avvolti dal silenzio e da una coperta di stelle.

Jaisalmer, India

 

Per risparmiare e fare l’avventuroso avevo scelto l’opzione senza tenda. Dopo cena a lume di fuoco, la nostra guida stende un grande telo di cerata per terra e ci dà delle coperte al profumo di cammello che non vedevano il sapone dal decennio precedente. Poi se ne va lasciandoci con il vecchio cammelliere pakistano e la sua tosse catarrosa.

Noi tre ci sistemiamo vicini vicini per combattere il freddo e un filo di paura derivato da una volpe del deserto che ci salta in pancia dopo pochi minuti. Durante la notte, preannunciato dalla sua tosse, il pakistano che dormiva qualche metro più in là si avvicina sempre di più fino al mattino quando me lo trovo di fianco praticamente abbracciato a me! Incartapecoriti e puzzolenti ci godiamo l’alba tra le dune.

Jaisalmer, India

 


In tenda, nel South Luangwa – Zambia

Durante la nostra prima immersione africana non potevamo non provare l’emozione di un safari a piedi. Dopo una passeggiata spettacolare nel cuore della savana arriviamo al campo tendato che altro non è che tre piccole tende, un tavolo, delle sedie e un grande fuoco.

Luangwa, Zambia

 

Ammiriamo un tramonto mozzafiato sul fiume, ceniamo intimamente e rusticamente e poi a nanna immersi nella potente natura africana. Le regole della notte sono chiare. Non uscire dalla tenda per nessun motivo. Se subentrano necessità fisiologiche bisogna chiamare la guardia armata che ti accompagna fino al bagno e ti aspetta mentre fai le tue cose in una buca di sabbia e terra. Qui non ci sono recinti o steccati!

Pochi attimi dopo aver chiuso la tenda sentiamo dei rumori e un forte strisciare di rami sulla nostra tenda. Il cuore batte a mille, vorrei andare a vedere ma il panico e il buon senso mi bloccano.  Poi tutto tace, tranne le scimmie in lontananza e gli ippopotami che litigano nel fiume. Il giorno dopo Julius, la nostra guida, ci conferma che un branco di elefanti è passato di qui.

In treno, bloccati e circondati – Mozambico

Quando un viaggio di nove ore finisce per durarne ventisei, ci sono tutte le premesse per vivere una sfiancante avventura. Senza cibo, con poca acqua e un bagno utilizzabile solo per emergenze rimaniamo bloccati dodici ore nel mezzo della savana mozambicana.

Cuamba, Mozambico

 

Grazie alla scelta dello scompartimento di seconda classe – la prima non c’era – abbiamo delle cuccette tutto sommato comode. Peccato che appena il sole si nasconde dietro le colline, tutto diventa nero e da un piccolo buco escono decine di scarafaggi di dimensioni enormi. Ne schiacci uno, illumini con la pila e la sua carcassa non c’è più.

Il treno riparte a mezzanotte, ma gli scarafaggi no. Anzi salgono sulle pareti del treno e a volte saltano. Arriviamo a destinazione alle 6.25 con l’alba che illumina i nostri corpi tumefatti, sporchi come non siamo mai stati e distrutti.

Non ho mai detto che tutte le avventure sono una figata!

In amaca, in Amazonia – Venezuela

Lo so, lo so non vi soffermate sull’oggetto, ma sul contesto. Dopo aver sorvolato la giungla con un aereo a cinque posti e aver fatto quattro ore in barca tra le anse del Rio Carrao arriviamo ad un accampamento nel fitto della foresta amazzonica a un paio d’ore a piedi dal mitico Salto Angel, la cascata più alta del mondo.

Salto Angel, Venezuela

 

L’accampamento è in realtà una capanna senza mura, con un tetto di lamiera, un tavolone e tante amache in fila. Il gruppo è per metà composto da turisti e metà da una famiglia venezuelana che durante la cena tira fuori due bottiglie di Cacique – un rum spettacolare – con cui fa decollare la serata, le chiacchiere e le risate.

Finito l’alcool e in previsione del trekking del giorno seguente, ognuno si avvolge nella sua amaca. La testa è leggera, le orecchie sono deliziate dai suoni della foresta e lo sguardo approfitta della luna per sbirciare tra le fronde. Finirò per dormire pochissimo, ma che meraviglia!

Scartabellando tra le foto ne ho ritrovata una che merita una menzione e che avete visto in alto come copertina. Quella volta a Heathrow quando per risparmiare qualche sterlina abbiamo dormito in aeroporto con un lenzuolo di "newspaper" e una piadina fatta da mia nonna come cena!


 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *