In Bangladesh sono diventato la nuova star della TV locale

Dhaka, Bangladesh

 

Prima di arrivare in Bangladesh mi ero scambiato qualche mail con un gentilissimo signore bengalese che nella sua vita si è ritagliato la missione di diffondere il turismo nel suo paese. Addirittura citato dalla Lonely Planet come Tourists Angel, il buon Mahmud mi aveva dato parecchie dritte su itinerari e cosa da vedere e, incredibilmente, mi aveva anche comprato a sue spese il biglietto del treno per andare nella regione delle piantagioni del tè, che mai avrei potuto ottenere dall'Italia. Insomma un vero angelo.

Dopo quattro giorni in Bangladesh finalmente trovo un ragazzo che ha una lentissima linea internet e scrivo una mail di ringraziamenti: "Caro Mahmud, mi dispiace non averti trovato all'aeroporto, grazie per il biglietto, vediamoci a Dhaka così ci conosciamo e ti do indietro i soldi!"

Passano un paio di giorni e ricevo una sua risposta molto asciutta dove sminuisce il suo aiuto e mi dice: "Non voglio soldi, ma un favore."

Una tv nazionale bengalese sta facendo una serie di documentari su lodevoli cittadini che con la loro volontà e impegno stanno aiutando il Bangladesh a crescere e svilupparsi. Uno di questi è proprio Mahmud e, per rendere il documentario più interessante, ha bisogno di un turista straniero che trascorra con lui il Pohela Baishakh, ovvero il Capodanno bengalese. Mi andrebbe di partecipare?

Wow, certo che si!

Breve Nota. Il Pohela Baishakh, il Capodanno del Bangladesh appunto, si celebra il 14 Aprile e lo si fa in maniera molto semplice e per noi quasi anacronistica. Si scende per le strade, ci si raduna in piazza e si gironzola tra migliaia di bancarelle, giostre, venditori ambulanti e incantatori di animali vari in un clima di festa e di rumore incredibile. Il posto migliore per godersi questo spettacolo è Ramna Park a Dhaka. Io sono un fan degli eventi culturali e tipici di un paese e quindi avevo appositamente allungato il mio viaggio di un giorno per riuscire a partecipare a questa festa.

Ramna Park, Dhaka

 

Torniamo a noi, anzi a me che ormai sono proiettato nel firmamento delle stelle bengalesi!

La mattina del 14 mi faccio trovare nella hall del mio hotel dove uno sconosciuto che si presenta come il driver di Mahmud mi accoglie timido e sbrigativo. Guidiamo qualche minuto in una macchina piuttosto nuova ed elegante che improvvisamente si ferma davanti ad un viso molto simile a quello di gmail, ecco il Tourist Angel.

Sin da subito mi pare un po' frettoloso e poco angelo, qualcosa di più simile ad un furbetto, ma dopo 10 giorni in Bangladesh ho imparato che loro sono meravigliosi, semplici e senza secondi fini, quindi mi lascio travolgere dagli eventi.

Mahmud mi spiega nel suo inglese fortemente accentato che andremo a fare il documentario a casa sua e poi andremo fuori città a fare il bagno in un fiume. E Ramna Park? Il bagno? In un fiume? Che poi avendo visto i livelli di inquinamento del paese..
Boh, non polemizzo, annuisco e in 30 minuti siamo a casa sua.

Entrare nella casa di un bengalese mi da subito una forte emozione, poter scoprire un angolo di verità e autenticità e delle persone che possono raccontarmi il loro mondo.

Moglie, figlio maschio e neonata femmina, un appartamento dignitoso, pulito e arredato con semplicità. Mi fanno vedere la casa, mi fanno accomodare sul divano in salotto e mi offrono dei biscotti e un po' d'acqua.

Mahmud, da quando abbiamo cominciato a scriverci via mail, ci tiene sempre a ribadire che io sarò il suo ospite, che paga lui – intanto i soldi del biglietto del treno se li è presi subito.. ci mancherebbe! – che il pranzo lo offre lui etc.. Io sono anche un po' in imbarazzo a fare l'ospite scroccone.

Il tempo passa, io cerco di interagire con il figlio e con una partita di calcio inglese senza audio.

Il mio nuovo amico mi dice che la troupe è in ritardo causa traffico; gli credo avendo visto cosa si intasa tra i viali di Dhaka. Dopo un'ora e mezza arrivano due giovani di Independent TV con una videocamera anni '80 immensa e pesantissima. Ci mettono un'altra vita a sistemare luci, inquadrature e tanto altro e io comincio a fremere aspettando il mio grande momento. Faccio domande, chiedo se devo parlare inglese, se ci saranno sottotitoli, ma Mahmud ogni volta sminuisce e smorza il mio entusiasmo come se per lui fosse tutto normale. In realtà, si è messo il vestito buono ed è un po' teso, si vede!

Dhaka, Bangladesh

 

Cominciano a parlare in bengalese stretto e io, che ho imparato una decina di parole, capisco solo Lonely Planet e Bangladesh.
Attendo il millantato pranzo e il mio turno. Dopo un'altra oretta di ormai noiosa attesa, non arriva nè l'uno nè l'altro, solo Mahmud che mi dice "Let's go!"

Come? E i miei quindici minuti di celebrità? E il mio pantagruelico lunch?

Niente, la mia performance si terrà al parco, adesso torniamo in centro. Provo a chiedere più informazioni – anche al regista – sulla mia pièce, ma non ne ricavo nulla. Mi abbandono agli eventi, nuovamente.

Scendiamo e incontriamo un'altra turista – forse la sesta in 10 giorni – che il nostro trafficone-angelo-tuttofare ha aiutato, ospitato e guidato. Lei viene dal Canada e mi conferma sia la bontà che il caos di Mahmud. Vuole andare a fare shopping, ma lui la rapisce e felice pensa che two tourist is megl che one!

Il mio ego da star è risentito, volevo essere l'attore unico e principale di questo documentario!

Scendiamo a un chilometro da Ramna Park con la troupe che ci segue e ci filma mentre Mahmud fa da Cicerone e Virgilio tra bancarelle multicolori piene di bandiere del Bangladesh, simil vuvuzela rumorose quanto le originali e giochi di ogni tipo. Lui ci spiega e ci compra ogni tipo di cianfrusaglia fino a quando, seguendo la folla festante, entriamo nel parco alle 2 di un pomeriggio che definire rovente è ancora poco.

Ramna Park, Dhaka

 

La mia nuova amica canadese è imbufalita, lei odia gli assembramenti e le masse e finito questo pezzo di riprese si fa portare da qualche autista amico di amici nel suo shopping center. Olè, la scena è di nuovo mia!

Comincia la mia performance.

Mi fanno trasformare in un bambino di 8 anni e mi infilano in ogni possibile giostra e bancarella tra le più improbabili. Tra le tante mi sento di menzionarne due. La prima è una mini ruota panoramica di legno che viene spinta a mano con rischio costante di mozzare la testa ai due ragazzotti che, con i loro muscoli, ci fanno girare e con pericolo concreto che tutta la struttura si sfasci da un momento all'altro. Ero un po' teso, lo ammetto.

Dhaka, Bangladesh

 

La seconda, dopo una coca-cola ristoratrice pagata dal mio angelo, è la prova peso-altezza. Salto una fila lunghissima di bengalesi pronti ad aspettare e pagare per salire su un'aggeggio ipertecnologico in grado di pesarti e misurarti l'altezza. Cioè una bilancia con un'asta graduata.

Dhaka, Bangladesh

 

Alla fine di questo circo, troviamo un'area parzialmente riparata e il direttore della fotografia – mi piace dargli nomi altisonanti – mi mette il microfono. Ci siamo!

"Are you ready? Ok, tell me what you think about Mahmud."

Io, in piena trance agonistica, do fondo a tutta la mia ars dicendi, in un inglese estasiato lodo il lavoro del buon Mahmud, un grande, il numero uno, veramente excellent. In realtà, esagero di poco, in fondo lui è un piccolo grande.

"Ok finish."
Come finish? Si, per noi va bene così. A posto.
Te la ricordi la strada per tornare all'hotel? Ok, allora ciao e grazie.

Sedotto e abbandonato, mi aggiro mestamente per il giubilante parco. Faccio un giro tra incantatori di serpenti, addomesticatori di manguste, bancarelle di tiro al bersaglio e capannelli di lancio del cerchio. Sono stanco, fradicio di sudore e affamato. Grazie al mio fallimentare senso dell'orientamento non so assolutamente dove andare e dopo vari tentativi a vuoto è solo l'ennesimo bengalese gentile che mi riporta sulla retta via.

Ramna Park, Bangladesh

 

Ora, di tutta questa storia, la cosa che più mi rammarica è che il sempre impeccabile Mahmud mi aveva mandato 3 link con il documentario e il mio pezzo, ma purtroppo a distanza di due anni quei fascisti di facebook hanno cancellato il tutto e io non posso nemmeno rivedere, con estremo imbarazzo, la mia faccia bianca ed emaciata che dice: "Mahmud is doing a tremendous job for Bangladesh!"

Per qualcuno i minuti di celebrità sono 15, per me 1,5.

Dhaka, Bangladesh

 

Ramna Park, Dhaka

 



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