
Un viaggio in Indonesia comincia mesi prima della partenza, quando devi scegliere. 17 mila isole, centinaia di vulcani, migliaia di spiagge e poi templi, villaggi tradizionali, crociere, fauna selvatica, riti ancestrali, città trafficate, surf e trekking.
L’Indonesia è una nazione che si estende tra due continenti, a cavallo dell’Equatore e offre talmente tante possibilità che pianificare l’itinerario è stato avvincente e stancante allo stesso tempo.
Il nostro obiettivo era costruire un viaggio a misura di famiglia – i nostri bimbi hanno 10 e 8 anni – con il punto fisso della crociera a Komodo, un po’ di mare, un po’ di avventura e provare ad evitare i luoghi più turistici. (Difficile).
Quindi, senza altri preamboli, in questo post troverete itinerario, info pratiche, consigli utili che spero possano darvi una mano nell’organizzare il vostro prossimo viaggio.
Itinerario in Indonesia
21 giorni da fine Luglio a metà Agosto 2025 – due adulti e due bambini
Volo Intercontinentale con Saudia. Malpensa-Geddah-Jakarta trovato con super promo
Voli interni – Troppi, vedi paragrafo “Come muoversi in Idonesia”
Clima in Indonesia
Premesso che con cinque mila chilometri di lunghezza e tre fusi orari, il clima è relativo, in generale la nostra estate è stagione secca con temperature intorno ai 30 gradi e un’umidità devo dire sopportabile. A parte nelle grandi città dove l’afa si fa sentire, il resto del viaggio è stato vicino o sul mare e si stava gran bene.
Come da tradizione abbiamo beccato 3 giorni di pioggia, ma non monsonica che cade forte per un’ora e poi basta, no, quella di Milano a novembre dove piove tutto il giorno piano piano.
Questo ci ha fatto saltare alcuni highlight a cui tenevamo tanto come il Kelimutu a Flores, ma…come ormai dicono in tutto il mondo “Il clima non è più quello di una volta”.
Vista delle risaie nella nebbia in foto.

Moneta e Costi in Indonesia
La rupia indonesiana vale molto poco, la si può cambiare senza commissioni nei Money Exchange – quindi portatevi tanti Euro – oppure con commissioni nei bancomat presenti nei centri principali. Molti locali non accettano i pagamenti con le carte o applicano commissioni dall’1% al 10%, mentre alcune attrazioni accettano solo cash, quindi girate sempre con mazzette di rupie. (Si, sembrerete dei contrabbandieri perché 1 euro = 18,500 rupie).
I costi vanno differenziati tra attività locali e attività turistiche.
Mangiare, dormire e fare shopping costa pochissimo. Evitando locali puramente per turisti, noi pranzavamo con 5-10 € in quattro e per cena circa 20-25€. Quando, per disperazione, ci siamo tuffati su un paio di pizzerie siamo arrivati a 30-35€ massimo con birre e dolci. Anche dormire, se utilizzate strutture locali, costa niente dai 15 ai 30 euro in quattro a notte.
Ciò che costa caro – paragonato alla vita locale – sono le attrazioni e le escursioni. I templi di Yogyakarta costano 25 euro a testa, l’ingresso al Parco di Komodo 30 euro a testa per darvi due esempi.
Piccola nota felice, se siete appassionati di massaggi, l’Indonesia è il vostro paradiso. Un’ora di massaggio in un posto pulito e rilassante: 8 euro!

Sicurezza e Sanità in Indonesia
Un paese super sicuro, tranquillo, con persone accoglienti e sempre sorridenti. Noi lasciavamo lo zaino in spiaggia o in giro con tutto dentro e avevamo la certezza che nessuno si sarebbe minimamente avvicinato. Sicuro di giorno e di notte.
La situazione sanitaria è pari a quella di un paese in via di sviluppo. Un po’ di sporcizia – tantissima plastica – e pulizia basica. Ospedali e strutture sanitarie decenti solo a Giava e Bali, nel resto delle isole piccoli ospedali o cliniche che, per fortuna, non abbiamo dovuto frequentare.
Tantissime farmacie fornite un po’ ovunque.
Dove dormire in Indonesia
L’indonesia è un paese per mille tasche. Sia che vogliate contenere il budget e dormire nelle homestay – una specie di B&B spartano in camere private – sia che vogliate fare i nababbi con soluzioni lussuose – spesso a prezzi accessibili – sarete accontentati.
Sull’isola di Flores, ancora poco turistica, non ci sono molte opzioni di livello medio-alto, ma quasi solo homestay dove noi ci siamo trovati molto bene. Pulite, semplici, con la colazione inclusa e massimo 30 euro a notte in quattro!
L’homestay è anche una soluzione super sostenibile per incoraggiare l’economia locale, perché di base andate a dormire a casa della gente. O meglio. Loro hanno una casa e di fianco o dietro 3-4 camere che affittano. Sono tutti super adorabili e ti trattano come un re. Noi abbiamo sempre dormito in questa tipologia di alloggio, tranne un hotel sul mare a Lombok – qui sotto in foto – per concederci un piccolo lusso (costato comunque meno di un b&b mediocre in Italia).

Come muoversi in Indonesia
Tasto super mega dolente. Lo sapevamo che sarebbe stata una sbatta, ma non pensavamo così tanto. Un vero minus che ha inciso sul voto finale del viaggio.
Divido il tema in quattro parti che corrispondono ai nostri mezzi di trasporto.
Flores. Abbiamo avuto il driver-guida quindi da una parte comodo (ma molto costoso), dall’altra poca flessibilità e tantissime ore di macchina sulle famose “spaghetti road” ovvero strade meravigliose, ma tortuose come non ne ho viste mai. Se vi interessa il tour via terra di Flores – ne parlo meglio dopo – contattate il nostro autista/guida Mateo Gaton con cui ci siamo trovati benissimo e che ha fatto di tutto per farci vedere più cose possibile. Anche farci dormire gratis nell’homestay di suo cognato.
Voli. Abbiamo preso 6 voli interni perché non ci sono tanti altri modi per spostarsi da un’isola all’altra. Certo, avremmo potuto tagliare qualcosa nell’itinerario, ma una volta che vai… Voli che spesso sono in ritardo, che devi prendere un giorno prima per evitare cancellazioni e appunto ritardi che ti fanno saltare il resto dell’itinerario e voli che ti costringono a fare vasche immense da e per gli aeroporti. Consiglio vitale. Viaggiate solo con bagaglio a mano che tutte le compagnie low cost includono gratuitamente nei biglietti.

Lombok. Macchina a noleggio. A Lombok ci siamo trovati con amici italiani e io avevo avuto la geniale idea di affittare un mini van per non essere dipendente da driver. Bella mossa in teoria, in pratica guidare in Indonesia è molto “divertente” soprattutto se Google Maps ti sceglie la strada più breve che consiste di 50 minuti in mezzo alla foresta tra villaggi sperduti, galline suicide, bambini che giocano ai bordi di una strada a doppio senso larga come un’utilitaria. E tutto questo appena preso il van a noleggio all’aeroporto con guida a destra. Poi ci si abitua, ma sconsiglio caldamente questa opzione.
Grab. In città come Jakarta e Yogyakarta e a Bali, Grab è molto utilizzata – la versione asiatica di Uber – per spostarsi da un posto all’altro. Preferibile al taxi perché a tariffa fissa e, considerando il livello di traffico, è un bene. Fate attenzione che in tante aree delle isole minori come Flores e Lombok Grab utilizza solo motorini. Alternative local che fanno lo stesso lavoro sono Gojek e Maxime.

In generale, spostarsi in Indonesia è una sfacchinata. Aeroporti a 90 minuti dalla città, traffico assurdo, voli in ritardo e chilometri da macinare. Mettetelo in conto.
Cosa mangiare in Indonesia
Altra nota dolente. A noi piace sperimentare la cucina locale e i nostri figli sono molto bravi ad adattarsi. Quest’anno per la prima volta da quando viaggio siamo stati 4 volte in un ristorante italiano. Questo per darvi l’idea di come sia la cucina indonesiana. Ci sono due tematiche primarie. La prima è la varietà. Riso fritto, noodles fritti con verdure o pollo o calamari. Spiedini di pollo, una zuppa immangiabile e un piatto con verdure crude con cui rischi di andare diretto in bagno. Oltre a questo, quasi il nulla. O almeno nei warung – ristorantini locali – e nelle isole minori. A Bali e Lombok si trova più varietà e soprattutto – tema numero due – più qualità. I piatti spesso sono gli stessi, ma con un gusto decisamente più buono.
A differenza, per esempio, della Malesia che ha una cucina che fonde indiano, cinese e malese, in Indonesia c’è molto poco. Nota positiva, al mare troverete pesce veramente delizioso anche per chi come me, non ama il pesce in generale.
In foto, un ottimo curry, una delle eccezioni positive.

Cosa abbiamo visitato in Indonesia
Flores – Tour via Terra
Tutti dicono che l’isola di Flores è un concentrato dell’Indonesia con spiagge, vulcani, risaie, villaggi tradizionali e tanti sorrisi. E in effetti è così.
L’isola è meravigliosa, una natura avvolgente e profumata, c’è un turismo ancora di nicchia, poco sviluppato e quindi l’atmosfera è semplice, basica e rilassata.
Il tour in media dura 6-7 giorni e può iniziare sia da Labuan Bajo che da Ende/Maumere. Noi abbiamo fatto 6 giorni e 5 notti – secondo me è sufficiente – e abbiamo iniziato da Ende, cosa che raccomando vivamente, anche se si visitano prima le cose più belle, per due motivi fondamentali.
1. Se iniziate da Labuan Bajo poi dovrete prendere un volo interno da Ende ma, ogni tanto i voli vengono cancellati o ritardati, quindi rischiate di avere un impatto sulla crociera di Komodo (a meno che non la facciate prima).
2. L’aeroporto di Maumere viene spesso chiuso per le eruzioni del vulcano limitrofo (anche quando eravamo lì noi).
Il tour è bello, ma personalmente, oltre alla sfortuna di 3 giorni di pioggia, credo ci sia troppo da stare in macchina rispetto a quello che si vede. A noi è piaciuto più vivere l’isola, così bella e diversa dal resto dell’itinerario rispetto alle attrattive che si, sono interessanti, ma forse valgono lo sbattimento di 2 voli e cento mila ore in macchina. Lo consiglio? Comunque si, perché si vive un’Indonesia diversa, più autentica.

Komodo – Crociera di tre giorni e due notti
Era l’highlight della vacanza e ha mantenuto le aspettative per quanto fossero altissime.
Un bellissimo mix di snorkeling, spiagge, trekking e navigazione in un paesaggio mozzafiato.
Farò un post dedicato perché è un tour che merita consigli e dritte specifiche, per ora mi limito a darvi due macro info.
1. Se riuscite fate un tour privato perché avrete più tempo e riuscirete a evitare più facilmente le altre barche.
2. Se, come noi, andate in un tour condiviso, provate a chiedere di fare il tour al contrario, in modo da evitare la folla. Il nostro capitano ce l’ha proposto ed è stato un bel colpo.
Si perché ci sono 300 barche a Labuan Bajo e tutti i tour condivisi partono il lunedì e il venerdì – circa un centinaio di barche in simultanea – e quasi tutti fanno lo stesso giro alla stessa ora. A questi, aggiungete i tour giornalieri e capirete perché l’alba a Padar sembra più uno sbarco in Normandia che un trekking in un’isola paradisiaca.

Bali – Rapido passaggio a Ubud
Volevamo evitare quest’isola, ma ci siamo stati 36 ore per motivi logistici di voli. Abbiamo dormito in centro a Ubud per muoverci a piedi e il mio pensiero è che sicuramente 15/20 anni fa questo era un paradiso. L’isola è bella e il mix di induismo e buddismo le conferiscono un’atmosfera e uno charme unico. Purtroppo la parte centro-meridionale – Canggu, Uluwatu, Ubud sono state devastate dal turismo e dal traffico, quindi o investite tempo e vi posizionate al nord oppure io sconsiglio. Ad ogni modo sconsiglio perché da quel poco che ho visto e che mi hanno raccontato, potete fare le stesse esperienze e vedere posti simili in tante altre isole indonesiane (tranne che per l’aspetto religioso).

Lombok – la parte sud dell’Isola
Sempre per evitare la massa, abbiamo deciso di saltare le Gili e dedicare cinque giorni al sud di Lombok, nella zona attorno a Kuta.
L’isola è un mix tra Bali e Flores, ancora rustica e ruspante, ma con tanti servizi e centri turistici sviluppati in maniera vagamente sostenibile.
Ci aspettavamo mare cristallino e caraibico come a Komodo e invece no. Bellissime spiagge – purtroppo invase dalla plastica – bel mare, ma spesso mosso e quindi poco trasparente.
L’atmosfera rilassante e il numero contenuto di turisti ci ha permesso di godercela, ma anche in questo caso non ci ha lasciato a bocca aperta.
Faccio un esempio. A sud ci sono le Secret Gili – due gruppi diversi – ecco, se sono secret un motivo c’è. Carine, molta poca gente – a parte se andate come noi di domenica che ci sono un po’ di local – però niente a che vedere con il mare delle Gili più famose.

Yogyakarta – la sorpresa del viaggio
Tappa obbligatoria per i templi, ci è piaciuta molto per la sua pulizia, tranquillità – comunque sempre traffico – e cose da vedere tra cui il centro e i palazzi del Sultano.
Borobudur e Prambanan sono visite affascinanti che consiglio. Si possono fare entrambe in giornata, anche se molto distanti tra loro e dalla città, semplicemente prendendo un driver. Se avete bisogno il nostro era super!
Per Borobudur non mancate di prenotare il biglietto con accesso alla parte superiore perché altrimenti vedreste ben poco. Fate attenzione che ci sono solo 150 biglietti all’ora e aprono le prenotazioni una settimana prima.

Jakarta – un giorno prima del rientro
Noi arriviamo sempre un giorno prima del rientro internazionale nella città di partenza e quindi abbiamo avuto la possibilità di sperimentare il traffico senza senso della capitale indonesiana e di vedere un paio di cose carine come la Moschea e il Monas.
Visto che molti voli partono di notte, io consiglio di prendere un alloggio economico e pagare anche la notte della partenza in modo da avere un appoggio, un bagno e… una piscina.

In generale è stato un bel viaggio, ma più che altro perché noi stiamo sempre bene quando viaggiamo, abbiamo staccato il cervello e abbiamo conosciuto un altro pezzo di mondo.
Detto questo, l’Indonesia non ci ha rapito il cuore, non ci ha lasciato a bocca aperta e anzi ci ha un po’ stupito per l’overturismo e i rifiuti.


