Nel cuore del Delta del Po

Delta del Po, Pescaturismo
 

di Gabriele Minghini
Viaggiare per mari e per monti, per luoghi e per laghi, lontano e ancora più in là mi piace, lo ammetto. Ma da sempre sono anche molto legato al mio territorio, alle mie “zone”, alla mia terra e a tutto quello di interessante, curioso e affascinante che posso scoprire in poche ore di macchina o anche di cammino, perché no! Spesso cerchiamo una meta da visitare in un weekend o in una giornata e, qualche giorno fa, ci è stata fatta una soffiata e siamo andati a visitare un posto incredibilmente bello e incredibilmente poco turistico. Il delta del Po, un paesaggio lacustre fra i meglio conservati e più suggestivi del nostro paese.

Questo dedalo di canali, che si intrecciano fra i vari rami del delta, suscita antiche emozioni e ricordi dei tempi passati quando l’uomo attingeva tutto il suo sostegno per il quotidiano da questo fragile, ma potente ecosistema. Oggi si può vivere il delta in tanti modi, ma in particolare ce ne è uno che noi abbiamo scelto e che ci stuzzicava di più, quello che oggi si chiama  “Pescaturismo”, ovvero una esplorazione in barca degli angoli meno noti del fiume più lungo d’Italia.
 
L’escursione parte da Santa Giulia di Porto Tolle, una piccola borgata di pescatori che, grazie al Pescaturismo, hanno saputo diversificare e integrare il loro sostentamento, precedentemente basato solo sulla pesca, offrendo un’opportunità turistica che altrimenti sarebbe rimasta per pochi. Santa Giulia si trova sul ramo del Po di Gnocca – così chiamato in quanto una bella ragazza, per amore, qui trovò la morte – dove resiste uno dei pochi e ultimi ponti in chiatte galleggianti dello stivale. Da qui inizia l’avventura su barche a fondo piatto con motori ad impatto quasi nullo per far si che gli animali e l’ecosistema non vengano disturbati né deturpati.

Delta del Po, Santa Giulia
 

Dopo una ventina di minuti di navigazione in cui il pescatore – il nostro era il mitico Otello – racconta aneddoti e storie del passato, ci si inoltra in un canale ricco di canne dove il silenzio è rotto solo dal leggero ronzio del motore. Gli occhi sono attenti a cogliere i diversi paesaggi che si palesano all’improvviso, mentre il fruscio di un battito d’ali rivela la presenza di tantissimi tipi di uccelli dai gabbiani ai cormorani passando per fenicotteri, garzette, aironi e tanti altri. Poi tutto ad un tratto si entra nell’immensa Sacca degli Scardovari.

Sacca degli Scardovari
 

Fino agli anni ’50, la Sacca era coltivata in parte a riso, ma oggi è un centro per la cultura di vongole, cozze, ostriche e per la pesca di cefali, sogliole e branzini. Ogni mattina, dopo la raccolta, centinaia di piccole barche attendono il loro turno per la consegna delle vongole legate alle Bricole (pali di legno).

Dalla Sacca si entra finalmente in mare aperto per raggiungere la punta estrema della foce. Inoltrandosi nel fitto dedalo del bonello Bacucco si arriva all’omonimo faro che con i suoi 22 metri di altezza è visibile fino a 10 miglia di distanza. Qui una bianca spiaggia naturale si mostra in tutto il suo fascino, ricoperta di conchiglie e alberi restituiti dalle mareggiate che creano scenari d’altri tempi.

Delta del Po
 

Il Delta è affascinante, ogni stagione lo rende unico e gli itinerari che si possono percorrere sono numerosi e tutti con caratteristiche uniche e sorprendenti. Per maggiori informazioni vi consiglio di dare un colpo di telefono al nostro bravissimo barcaiolo Otello – 348.9235486 – che effettua escursioni tutto l’anno e con prezzi onesti. Gita di tre ore per due persone a 70 € o da 4 persone in su 15 € a persona.
 
Se avete più tempo c’è anche l’opzione di pernottare presso il B&B Antichi Sospiri con annesso un buon ristorante sempre a Santa Giulia, per poi andare a visitare Comacchio e Chioggia (50 min in auto), due chicche che vale la pena di scoprire.
 
La bellezza e la magia del Delta del Po ci hanno conquistati e, ancora una volta, hanno dimostrato che il bello, spesso, è dietro l’angolo.

 



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