La Grande Muraglia cinese

Cina, Mutianyu

 


Ci sono luoghi nel mondo che possono essere definiti leggendari, posti che hanno fatto la storia, angoli magici e unici che nell’immaginario comune hanno un’aura suggestiva e dal fascino democratico, nel senso che mette tutti d’accordo. Machu Picchu, il Taj Mahal, il Grand Canyon, la biblioteca malatestiana di Cesena – licenza campanilistica d’autore – sono solo alcuni esempi di quello che sto cercando di descrivere. Luoghi che un viaggiatore moderno sogna di visitare prima o poi nel suo peregrinare, luoghi come la Grande Muraglia cinese.

Smontiamo subito un mito: non si vede dalla Luna. Se così fosse si vedrebbero tutte le autostrade a più di due corsie del mondo. Smontiamo subito anche un secondo aneddoto storico: come strumento di difesa, non ha mai funzionato granché bene perché più di un invasore si è fatto beffe di questo infinito serpentone di pietra sempre avido di ristrutturazione e manutenzione ed è entrato fiero e sanguinario in territorio cinese.

Ho voluto abbassare il pathos iniziale perché quando si hanno aspettative troppo alte poi si rischia sempre di rimanere delusi!

Mutianyu, muraglia
 

La Grande Muraglia oggi è facilmente visitabile con una gita in giornata da Pechino se vi accontentate dei tratti più popolari, turistici, ma anche meglio conservati (anche se sarebbe meglio dire, ricostruiti). Se invece volete qualcosa di più selvaggio e solitario potete allontanarvi dalla capitale e fare un’escursione di un paio di giorni nei tratti più remoti, alcuni particolarmente suggestivi come quello chiamato “Vecchia testa di drago” che arriva fino alle acque del golfo di Bohai.

Noi abbiamo scelto il tratto di Mutianyu, uno dei più vicini a Pechino, uno dei più scenografici, uno dei più turistici – ma non come quello di Badaling che vi sconsiglio caldamente perché invaso da decine di bus – anche se poi quando c’eravamo noi la muraglia era semi deserta, spettacolare!

L’unico consiglio che vi do è di non prenderla alla leggera. La muraglia si snoda sul crinale di colline che si mostrano dolci e deliziose, ma che in realtà nascondono forti pendenze e generano lingue a penzoloni. Portatevi acqua in abbondanza e una maglietta di ricambio.

Muraglia cinese, pechino
 

La parte centrale di questo tratto è perfettamente restaurata e veramente mozzafiato. Il panorama in cui la muraglia è racchiusa contribuisce a creare uno spettacolo naturale/umano veramente unico e ipnotizzante. Come una lingua di rocce all’apparenza infinita, la muraglia si allunga fino all’orizzonte sinuosa, elegante e perfetta. Le foto si sprecano come le lodi di ammirazione e stupore.

Se, diversamente da me, non avete 38 di febbre e i brividi, potete spingervi oltre la zona restaurata e allungare il vostro itinerario fino alla parte “abbandonata” dove la muraglia si sgretola progressivamente e diventa una sgangherata striscia di pietre e ciuffi d’erba.

muraglia, cina
 

Al vostro ritorno verso il parcheggio dei pullman non fatevi abbindolare dalle ululanti venditrici ambulanti che millantano “1 Tshe 1 dolla”. Io ci sono cascato e improvvisamente il costo di una maglietta è diventato – cambio alla mano – 40 euro. Dopo una contrattazione fatta di carta e penna e di mie fughe subito bloccate con fermezza e veemenza dalla coriacea signora, ci siamo accordati per due magliette a 10 euro. Tornato a casa e lavatele sono diventate di taglia M, ma per bambini.. Ma quanto mi sono divertito!

In conclusione. Non si vedrà dalla luna, sarà ricostruita e ti spilleranno soldi, ma questa muraglia non è solo grande, ma anche onestamente suggestiva e a tratti magnetica. Non la metterei al pari di altri luoghi leggendari che ho visitato – soprattutto non del Porto Canale Leonardesco di Cesenatico – ma sicuramente si è guadagnata un posto di tutto rispetto nella mia scatolina delle memorie di viaggio. 


 



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