Los Angeles – una cartina, 4 amigos, un concerto

L.A. USA

 

Cosa c’è di più emozionante e coinvolgente di vivere un concerto del tuo gruppo preferito nella sua città d’origine? Oltre che di viaggi sono amante della musica, di un genere abbastanza di nicchia che si chiama Punk Hardcore, che è nato in California verso la fine degli anni ’80, ha prosperato per il decennio successivo e ora è roba per nostalgici, ma ancora esiste e dà soddisfazioni ai fans come me.

Ritorno con la mente al mio viaggio di laurea, un USA on the road meraviglioso.

Come sempre, prima di partire controllo se qualche gruppo suona in una delle tappe del nostro viaggio e, con gioia e tripudio, scopro che i Pennywise – il mio amore adolescenziale – fanno due serate a Los Angeles esattamente nei giorni in cui saremo lì. Non mi pare vero, una tappa ad Anaheim – la città di Disneyland – e una a Pomona.

Qualche giorno prima da Las Vegas controllo le date. Perfetto, dopodomani suoneranno a The Glass House di Pomona, sobborgo anonimo della Città degli Angeli. Sono carico a mille.

Dopo una splendida giornata nella Death Valley arriviamo alla periferia di Los Angeles e, cartina alla mano, raggiungiamo Pomona. Si cartina, perchè sto parlando di un viaggio del 2003, un anno in cui apparivano le prima macchine fotografiche digitali, i cellulari non erano smart e i vari GPS, TomTom e compagnie guidanti erano il futuro.

Los angelese, USA

 

Questo significa che ci troviamo in una città sconosciuta di 150mila abitanti alla ricerca di un locale alternativo e poco famoso – The Glass House appunto – e non abbiamo la bencheminimaidea di dove andare.

Sono io che ho insistito quindi, totalmente a caso, nel primo quartiere residenziale che troviamo scendo dalla macchina e chiedo all’unico astante: “Excuse me, do you know Glass House?”. La donna probabilmente messicana mugugna qualcosa in spagnolo e se ne va. Gracias.

Risalgo nel van, altro giro a caso e altra persona random. Stessa frase e questa volta lo spagnolo è chiaro e fluente. “No hablo inglés”. Gracias de nuevo.

Pomona fa schifo, guidiamo per strade punteggiate di edifici squallidi e l’atmosfera generale è piuttosto lugubre.

Los Angeles, USA

 

Altro tentativo, altro ispanico. A questo punto la mia voglia di Pennywise mi fa parlare spagnolo e chiedo al tizio se sa dove diavolo si trova questa Glass House. Non lo sa. Ribatto chiedendo se almeno mi indica il centro città. Si certo No hay problema, la prima a destra e poi la seconda a destra di nuovo.
Saliamo in macchina, seguiamo le indicazioni e ci ritroviamo in una strada senza uscita, il più classico dei cul de sac. Gracias anche a te, terzo amigo che vivi negli Stati Uniti, ma non sai neanche dire Goodbye.

La situazione è surreale, quasi divertente.

In qualche modo arriviamo in una zona che sembra essere centrale, ci sono bar e negozi e allora scelgo un locale che mi sembra “giovane” dove fuori c’è un ragazzo che, incredibilmente, parla inglese. WOW!

Gli chiedo della Glass House, lui è dubbioso, ma vedo una luce nei suoi occhi. Allora provo disperato a dire “Pennywise concert”. Si vede che qualche campanello suona nel suo cervello, ma ancora nulla. Insisto e completo le informazioni “Punk hardcore music” Ah si certo Glass House! Vai di là, di qua, di su e di giù. E’ facilissimo, è qua vicino. Have fun! Grazie per davvero mio eroe a stelle e strisce!

Sono talmente felice che vorrei abbracciarlo, il mio sogno si realizzerà a breve.
Seguiamo le sue dritte e, in pochi minuti, mentre il sole cede il posto al nero della notte arriviamo alla leggendaria Glass House che mille volte ho letto nelle Tour Dates di tutti i miei gruppi preferiti.

Vedo una piccola folla, i venditori di magliette, il locale in fermento. Cazzo!!! L’adrenalina è a mille! Saluto i miei compagni di viaggio per nulla interessati al concerto e ci accordiamo per incontrarci dopo cena.

Pomona, USA

 

Mi dirigo verso l’ingresso con la paura di non trovare più biglietti anche se sono pronto a tutto, come quella volta a Seattle dove mi sono presentato con un mega cartello con scritto “I need an extra ticket” e alla fine ho trovato un cristiano che me ne ha venduto uno che gli avanzava.

Sono un fuoco d’artificio pronto a esplodere di felicità. Arrivo all’entrata e quasi urlando per il rumore che proviene da dentro (sarà il gruppo di spalla) chiedo, o meglio affermo, al buttafuori: “Pennywise is playing tonight right?” e la risposta è “Pennywise? No, next week.

Ho confuso le date, questa sera suonavano ad Anaheim. Cazzooooooooooooo!!!!

Voglio morire. Come cazzo ho fatto a fare un errore così stupido?!!? Io poi che sono il re dei precisi.
Ancora oggi dopo quasi 13 anni quando ripenso a quel momento rosico e soffro come un cane.

I miei amici sono increduli. Vorrebbero incazzarsi con me per averli trascinati in questo posto di merda invece che a Sunset Boulevard, ma mi vedono così disperato e non infieriscono.

E’ tardi e non facciamo più in tempo ad andare ad Anaheim dove a soli 45 minuti da qui suonano, per davvero, i Pennywise. Risaliamo in macchina cercando di avvicinarci alla costa. Ci fermiamo in un anonimo Dennis per cenare lungo la strada senza sapere neanche dove siamo. Lo chiediamo alla cameriera che ci dice che questo è Baldwin Park.

Los Angeles, USA

 

Un posto dimenticato da Dio, orribile. Orribile come il motel in cui ci fermiamo, nascondendo la Giulia nel bagagliaio perché le camere possono ospitare solo 4 persone. Dormiamo in 5 in due letti singoli attaccati e durante la notte veniamo assaliti da insetti sconosciuti che preferiamo identificare come formiche.

Il giorno dopo ripartiamo per il nostro road trip che per fortuna sarà un viaggio meraviglioso e riuscirà – quasi – a farmi dimenticare la beffa di Pomona.

All Photos Credit, except Glass House – Shutterstock.com

Cover Photo – View Apart / Shutterstock.com
Highway Photo – Bart Everett / Shutterstock.com



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