Selinunte, l’oro dei templi e il turchese del mare

Selinunte, Sicilia

 

Aria salmastra, macchia mediterranea, quella luce che solo in Sicilia puoi trovare e la sensazione di essere tornato indietro di migliaia di anni camminando nel silenzio della campagna arsa dal sole. Siamo a Selinunte, il parco archeologico più grande d’Europa, testimonianza magnifica del breve splendore appartenente alla Magna Grecia.

A meno di 100 km dalla più famosa e affollata Valle dei templi, lo sconfinato Parco archeologico di Selinunte custodisce alcuni templi finemente restaurati, un’affascinante acropoli e svariati motivi che mi hanno conquistato facendomela preferire sia a Segesta che ad Agrigento.

Innanzitutto la pace e la tranquillità.

Complice il caldo e il vento forte, abbiamo visitato il sito praticamente da soli. Pochissimi turisti, forse qualche decina sparpagliata tra i suoi 270 ettari, nessuna fila all’ingresso, un solo venditore di ottime granite e per il resto il silenzio. Si respira un’atmosfera lenta e avvolgente.

Selinunte, Sicilia

 

E poi il panorama, come una cartolina da scoprire fronte e retro.

A differenza di Agrigento dove si scattano foto ai templi con lo sfondo deturpato dall’urbanizzazione selvaggia, qui non c’è nulla. Solo campagna, dolcissime collinette, erba, ghiaia e il cielo blu. Di nuovo il silenzio, di nuovo quella sensazione di essere mille e mille anni fa.

Selinunte, Sicilia

 

La vera magia però, la scopri subito. Appena entrati ecco il maestoso tempio E con le sue colonne giallo ocra che, come lucenti sbarre, racchiudono il blu e il turchese di un mare mozzafiato. Bastano pochi istanti, questa visione e Selinunte ti ha già rapito il cuore. Da questo momento non la dimenticherai più.

Il verde dei pini, l’oro del tempio e lo zaffiro del mare sono una diapositiva mozzafiato accarezzata dal vento e avidamente ammirata dai nostri sguardi.

Selinunte, Sicilia

 

Dopo un simile impatto iniziale non ci resta che seguire i polverosi sentieri e girovagare con estrema calma tra i vari resti dei templi minori scattando foto con la macchina e con gli occhi.

Finito di visitare la prima parte del sito ci incamminiamo verso l’Acropoli che dista 10/15 minuti a piedi. E’ possibile anche riprendere la macchina e guidare per una strada asfaltata oppure farsi portare da un più ecologico trenino elettrico, ma il paesaggio è così bello che vale assolutamente la pena di goderselo pezzettino per pezzettino.

Selinunte, Sicilia

 

Scendiamo lungo una collina, attraversiamo un fresco boschetto e risaliamo una stradina a strapiombo sul mare. Da un lato la spiaggia di sabbia quasi arancione con il mare a farle da sposo, dall’altra le mura fortificate che un tempo proteggevano questa città.

In cima all’altopiano, ecco estendersi l’Acropoli con i suoi ruderi, colonne, parti di templi poeticamente ammassati gli uni agli altri. I sentieri qui si tramutano in piccoli camminamenti e la sensazione è proprio quella di entrare in un’antica cittadella.

Selinunte, Sicilia

 

La vista e il panorama sono semplicemente bellissimi.

Ci sediamo all’ombra di un salvifico portico, da cui possiamo ripararci dal vento e rimanere in contemplazione di questo luogo magnifico.
Sempre con grande calma torniamo indietro, ristorati dalla pausa e ammaliati da Selinunte.

Dopo tanta poesia, permettetemi qualche info pratica.

–    Il biglietto costa solo 6 euro e i bambini fino a 17 anni non pagano!
–    C’è un centro accoglienza all’ingresso e un bar sull’Acropoli per il resto non c’è possibilità di rifornirsi di acqua o altro.
–    Il sito è grande, i sentieri sconnessi e c’è un po’ di salita. Niente di impegnativo, io vi consiglio di farvi tutto il giro a piedi magari arrivando anche al Santuario della Malophòros che noi non siamo riusciti a visitare
–    Avviso ai genitori. Noi abbiamo fatto il percorso con il passeggino, ma non è assolutamente l’ideale. Si può fare, ma è faticoso e molto scomodo. Meglio un marsupio o per lo meno un passeggino off road se l’avete
–    Ci sono due ingressi, il principale e quello sull’Acropoli. Vi consiglio di parcheggiare nel primo perché così vi lasciate la parte più suggestiva alla fine del giro
–    Ovviamente sconsigliato visitare il sito durante le ore più calde estive, ma se proprio non avete alternativa sappiate che a pochi metri da voi ci sono spiagge selvagge e semi deserte dove farvi un bel bagno ristoratore!

 



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