In Guatemala, a camminare sulla lava del vulcano Pacaya

Pacaya, Guatemala

 

Il Guatemala è un piccolo fazzoletto di terra centroamericana ricco di natura e di avventura. Tra le tante esperienze adrenaliniche vissute in questo paese, una delle mie preferite è stata il trekking sul Pacaya, un vulcano attivo dove è possibile camminare letteralmente sopra a fiumi di lava incandescente.

Oltre alla incredibile possibilità di passeggiare in cima ad un vulcano, l’escursione al Pacaya è molto bella dal punto di vista naturalistico, relativamente semplice e adatta a tutti (forse non ai bambini piccoli).

Prima di partire

La base di partenza per questa gita è la tranquilla città coloniale di Antigua, vero crocevia di molte attività turistiche del Guatemala. Qui, per dieci dollari ci sono almeno venti agenzie che organizzano il trekking, ma io vi consiglio di spendere qualcosa in più e prendere un tour privato per evitare di ritrovarvi con trenta ragazzini americani in infradito che vogliono solo fare qualcosa di cool e gridare ad alta voce. (Ma veramente vi siete messi le infradito per camminare sulla lava!!?!)

Noi abbiamo speso quaranta dollari a testa, eravamo solo quattro persone con una guida bravissima e soprattutto siamo stati oltre un’ora (i grupponi si fermano pochi minuti) in cima al vulcano a goderci lo spettacolo, secondo me ne vale la pena. Quando decidete, ricordatevi che le tariffe più basse non comprendono cibo né bevande e nemmeno l’entrata nel parco.

Come vestirsi

In Guatemala fa molto caldo, ma sul vulcano la temperatura è più fresca soprattutto nelle giornate in cui il gigante di magma è avvolto dalle nuvole. Portatevi una felpa o una giacca antivento perché in cima tira un po’ di arietta. Fondamentali sono le scarpe! L’ideale sono scarponcini da trekking, in alternativa scarpe chiuse con la suola più alta che avete perché le rocce su cui camminerete sono molto calde. No sandali, no scarpe aperte!

Il trekking

Dopo un’oretta scarsa di viaggio si arriva all’ingresso del parco in un ambiente silenzioso avvolto dal tipico verde tropicale. Si parte lungo un sentiero che viene subito inghiottito dalla foresta e che a tratti si rivela ripido, ma non complicato.

Pacaya, Guatemala

 

Lasciamo alle nostre spalle i lenti e rumorosi grupponi di turisti e ci godiamo i racconti della guida.

Dopo poco la foresta rapidamente recede in favore di un terreno brullo, un paesaggio lunare fatto di rocce laviche dal color grigio scuro. Ora la salita si fa più impegnativa, ma il panorama è veramente mozzafiato.

Pacaya, Guatemala

 

Tutto intorno a noi solo sassi e ghiaia ricordi di vecchie colate laviche e, in lontananza, il verde della foresta e dei campi in fondo alla valle. Volgendo lo sguardo all’insù il fumo del vulcano si mescola ai vapori delle nubi.

Pacaya, Guatemala

 

In totale la salita dura meno di due ore, un percorso fattibile anche per chi non è allenato, bisogna solo prestare un po’ di attenzione in alcuni punti perché si rischia di scivolare in canaloni di lava, notoriamente molto dura e appuntita!

La lava

Giunti in cima lo spettacolo lascia senza parole. Pensavo che “camminare sulla lava” fosse un modo di dire un po’ turistico e un po’ pubblicitario, invece è la pura verità.

Pacaya, Guatemala

 

Ci sono decine di punti diversi dove sgorgano veri e propri fiumi di magma infuocato di un color rosso acceso, delle lingue lucenti che contrastano cromaticamente con il nero del vulcano. La temperatura improvvisamente si alza, l’aria è satura di fumo e calore e noi camminiamo su rocce bollenti.

Pacaya, Guatemala

 

Così calde che, dopo qualche minuto in estasi ammirando la lava, dobbiamo tornare indietro verso pietre meno roventi.

Gironzoliamo ammaliati in cima al Pacaya tra fumarole, spaccature nelle rocce che nascondono il vermiglio della lava e l’incredibile visione delle colate che impercettibilmente scendono lungo i fianchi della montagna.

Pranziamo e ci divertiamo ad arrostire i panini con il fuoco del vulcano.

Pacaya, Guatemala

 

Scattiamo decine di foto per documentare la nostra incredulità: stiamo camminando sopra ad un pentolone gigantesco di magma ribollente, ma non riusciamo a crederci.

La discesa scorre veloce tra occhi illuminati di felicità e racconti adrenalinici di quanto appena vissuto.

Non sono un tipo da facili emozioni, ma il Pacaya mi ha lasciato davvero un ricordo indelebile.

 



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